Come evitare l’aquaplaning: prevenzione e profondità del battistrada
Evitare l’aquaplaning è fondamentale quando le strade sono allagate: si tratta di un fenomeno piuttosto pericoloso che porta alla perdita di controllo del veicolo, poiché viene a mancare completamente il grip nei pneumatici. Per poterlo scongiurare, servono gomme in piena efficienza e soprattutto non eccessivamente consumate; la profondità del battistrada minima non può essere inferiore a 1,6 millimetri (stabilita per legge), altrimenti le coperture non saranno in grado di smaltire correttamente i flussi d’acqua. Quando piove, l’aderenza sul bagnato dei pneumatici deve essere sempre ottimale affinché il veicolo risulti stabile e la guida sia sicura. Tutto ciò però non basta: serve anche un approccio più cauto al volante. Vediamo allora i consigli utili per evitare l’aquaplaning e guidare in sicurezza sul bagnato.
Aquaplaning: di cosa si tratta?
Prima di conoscere gli accorgimenti per evitare l’aquaplaning, cerchiamo di capire di cosa si tratta e ciò che succede alle gomme e al veicolo quando si innesca tale fenomeno, che può fare anche una certa paura quando ci si trova al volante poiché accade tutto all’improvviso. Specifichiamo innanzitutto che non è qualcosa che si verifica con molta frequenza, tuttavia è bene farsi trovare preparati qualora avvenisse. Si definisce aquaplaning quel fenomeno che porta la superficie della gomma a perdere contatto con la strada, a causa di uno strato d’acqua che si frappone fra loro. Si innesca quando l’acqua sull’asfalto è abbondante e i pneumatici non riescono a smaltirla con sufficiente rapidità; è piuttosto pericoloso perché comporta la perdita di controllo del veicolo e il guidatore finisce per ritrovarsi a essere un passeggero al volante, senza poter intervenire. Come detto è un fenomeno raro: per innescarsi, infatti, è necessario che tutte e quattro le gomme perdano contatto con l’asfalto contemporaneamente.
Come si evita l’aquaplaning?
I pneumatici sono l’elemento chiave per evitare di ritrovarsi ad avere a che fare con l’aquaplaning. In particolare, è lo spessore delle scanalature sul battistrada che permette di gestire i flussi d’acqua e smaltirli correttamente. È necessario assicurarsi che la profondità del battistrada sia sempre sufficiente – superiore a 1,6 millimetri – ed evitare di circolare con gomme troppo consumate, che in caso di pioggia rischiano di andare in crisi. Se perciò lo spessore degli intagli è vicino al limite minimo, si deve provvedere il prima possibile alla sostituzione delle coperture. Un altro fattore molto importante è la pressione di gonfiaggio: per permettere alle gomme di lavorare in condizioni ottimali è indispensabile che la pressione rispetti sempre il valore indicato dal produttore, ecco perché servono controlli regolari (ogni 3-4 settimane circa) per accertarsi di non circolare con gomme sgonfie.
Approccio alla guida: cosa si può fare per evitare l’aquaplaning?
Gomme in ottimo stato sono essenziali per guidare in sicurezza, ma non basta: contro l’aquaplaning si ha bisogno anche di alcuni accorgimenti durante la guida che diminuiscono le possibilità che si inneschi tale fenomeno. Innanzitutto una maggiore cautela al volante è un requisito fondamentale, ecco perché è consigliato moderare la velocità in caso di forte pioggia. In particolare quando si verificano gli acquazzoni aumentano gli spazi necessari alla frenata, quindi una velocità più contenuta aiuta ad avere un maggior controllo della situazione. Oltre a essere in buono stato, poi, i pneumatici devono sempre essere gonfiati alla pressione corretta, poiché con gomme sgonfie è più facile perdere il controllo della vettura su strada bagnata. Fare attenzione a evitare le pozzanghere: i ristagni d’acqua sono piuttosto pericolosi, proprio perché aumenta la possibilità che le gomme perdano contatto col terreno, quindi vanno evitati o affrontati con cautela se non è possibile scansarli.
Come comportarsi in caso di aquaplaning?
Nonostante tutte le accortezze e un approccio al volante prudente, può comunque capitare di incappare nell’aquaplaning: come ci si comporta in questa situazione? Innanzitutto è fondamentale restare calmi e non farsi spaventare dall’improvvisa perdita di controllo del veicolo, evitando reazioni e manovre brusche; non bisogna sterzare repentinamente, bensì provare per quanto possibile a mantenere una traiettoria dritta, per agevolare la ripresa di contatto con il suolo da parte delle gomme. Evitare anche frenate improvvise, piuttosto meglio lasciar decelerare la vettura per disinnescare l’aquaplaning e consentire alle coperture di recuperare la trazione. Se il mezzo è dotato di cruise control, si consiglia di disattivarlo così da poter gestire in maniera migliore l’acceleratore. Con la giusta cautela, anche un fenomeno pericoloso come l’aquaplaning può essere gestito in maniera efficace.
Ci sono altri accorgimenti utili?
La visibilità è un elemento sempre fondamentale al volante, e lo diventa ancor di più durante l’autunno e l’inverno, quando le precipitazioni sono più frequenti e le ore di luce si riducono. Mantenere pulito il parabrezza e in piena efficienza il sistema delle luci è perciò essenziale, così da poter vedere chiaramente le condizioni della strada ed evitare – se possibile – le insidie come ad esempio le pozzanghere. Inoltre l’aquaplaning è pericoloso non solo quando lo si subisce in prima persona, ma pure quando lo subiscono gli altri veicoli: anche per questo bisogna aumentare la distanza di sicurezza in caso di pioggia, in modo da avere un margine maggiore – in termini di tempo – per gli spazi di frenata e per poter intervenire qualora una delle vetture che ci precedono dovesse perdere il controllo a causa appunto dell’aquaplaning. Infine, se ai lati della carreggiata sono presenti ristagni d’acqua, è necessario fare il possibile per evitarli.
Aquaplaning: con la giusta prevenzione fa meno paura
Grazie alle accortezze che abbiamo visto, l’aquaplaning può essere evitato oppure gestito con successo quando si innesca. Il punto è che non sappiamo con esattezza quando si può verificare, perché dipende da diversi fattori: condizioni delle gomme, quantità di acqua sull’asfalto, velocità di marcia; se ad esempio le gomme risultano consumate e l’acqua presente sulla strada è abbondante, può innescarsi pure a bassa andatura, per cui moderare la velocità potrebbe non essere sufficiente. Servono in primis pneumatici in ottime condizioni e con uno spessore degli intagli sufficiente per smaltire anche grandi volumi d’acqua, insieme a una maggior prudenza. Con queste condizioni di partenza, si riducono le possibilità di finire vittime dell’aquaplaning, proprio perché aumenta la capacità delle gomme di mantenere il contatto con la superficie stradale.
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