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Normativa ruota di scorta in Europa: cosa dice la legge Paese per Paese

ruota di scorta News
Martedì 11 Agosto 2026
6' di lettura

Gli automobilisti più attenti agli aspetti normativi lo sanno bene: ruota e ruotino di scorta non sono obbligatori in Italia, il Codice della strada infatti non impone la loro presenza a bordo del veicolo. Ma come funziona in Europa? Esiste una sorta di normativa sulla ruota di scorta europea, unica e valida per tutti, oppure ogni nazione fa per sé, con leggi diverse a seconda del Paese? C’è una sorta di linea generale comune: la ruota di scorta nella gran parte degli Stati dell’Unione non è obbligatoria, tuttavia si richiede che la vettura sia in grado di proseguire la marcia in seguito a una foratura. Vediamo allora nel dettaglio cosa dice la normativa al riguardo nei principali Paesi europei.

Ruota di scorta nei Paesi europei: come comportarsi?

La quasi totalità delle nazioni adotta lo stesso principio: nessuno obbligo di ruota o ruotino di scorta, ma è richiesto il cosiddetto "sistema di riparazione omologato". Di cosa si tratta? Molto semplicemente di quelle che consideriamo le due alternative alla ruota di scorta previste dai costruttori dei veicoli: il kit di riparazione oppure pneumatici runflat, che consentono di riprendere a circolare (attenzione: non sempre, come vedremo più avanti in dettaglio) in caso di danni a una o più gomme. L’Italia, per partire da casa nostra, segue questo principio, richiedendo l’obbligatorietà solo per il triangolo d’emergenza e il giubbetto catarifrangente. Cosa aspettarsi però una volta varcati i confini del nostro Paese? Prima di mettersi in viaggio per l’Europa è bene conoscere quali sono le regole relative al ruotino di scorta così da non farsi trovare impreparati e affrontare ogni spostamento in sicurezza.

Ruota o ruotino di scorta: Paese che vai, usanze che trovi…

Nessuna uniformità, dunque, a livello europeo. Vediamo allora qual è la normativa per i vari Paesi riguardo ai dispositivi di emergenza da utilizzare in caso di foratura. La Spagna si allinea all’Italia in tal senso: per legge, si deve poter riprendere la marcia in sicurezza dopo aver bucato una gomma. Servono quindi almeno il kit di riparazione o in alternativa la dotazione di pneumatici runflat. La differenza principale rispetto agli altri Paesi è l’obbligo di avere a bordo del veicolo il dispositivo luminoso denominato V-16, che sostituisce il classico triangolo. È un faro a LED magnetico da applicare sul tetto del mezzo e in grado di emettere una luce a 360 gradi visibile per 1 km in tutte le direzioni. È omologato per inviare la posizione via GPS in caso di emergenza o guasti. Perciò se il viaggio prevede la Spagna nell’itinerario, si dovrà provvedere a dotarsi di tale dispositivo.

Francia, Germania e Austria sulla stessa lunghezza d’onda

Pure in queste nazioni si adotta la stessa filosofia italiana, cioè nessun obbligo di ruota di scorta a bordo del mezzo. È sufficiente il kit di riparazione oppure la presenza di pneumatici runflat, qualora previsti dal costruttore del veicolo. Leggere differenze invece per quanto riguarda le dotazioni obbligatorie, ad esempio in Austria è necessario avere nel veicolo il kit di primo soccorso. Il consiglio prima di un viaggio in auto all’estero è dunque quello di verificare quali dispositivi sono obbligatori nel Paese di destinazione e in quelli presenti nell’itinerario e provvedere a equipaggiare la vettura con tali strumenti. Molto spesso infatti le sanzioni possono riguardare l’assenza di tali accessori a bordo del veicolo, anche se magari si possiede una ruota o un ruotino di scorta oppure il kit di riparazione. Se ci si trova in Austria e manca il kit di primo soccorso, si può essere sanzionati.

Svizzera, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria: ci sono differenze rispetto all’Italia?

Sostanzialmente no, in nessuno di questi Paesi vi è l’obbligo della ruota di scorta, ma solo di dispositivi che consentano di riprendere la marcia in caso di danni ai pneumatici. A livello europeo vale dunque il principio di omologazione: se la vettura è uscita di fabbrica senza ruota di scorta - e dotata di kit di riparazione oppure di pneumatici runflat - allora non si può essere sanzionati. In questi casi si è conformi alla normativa. Si dovrebbe perciò fare attenzione al fatto che almeno uno di questi tre dispositivi sia presente per poter riprendere a circolare dopo aver bucato. A ogni modo, non devono mai mancare il gilet riflettente e il triangolo d’emergenza, per rendersi visibili quando ci si muove intorno alla vettura.

Perché numerosi automobilisti scelgono comunque il ruotino?

Nonostante non sia obbligatorio, sono numerosi gli automobilisti che decidono di equipaggiare comunque la loro vettura con il ruotino di scorta. Per quale motivo? La ragione principale sta nella sua maggior funzionalità: rispetto al kit di riparazione, infatti, consente di riprendere la marcia a prescindere dal tipo di danno subito dal pneumatico, mentre il kit può agire solo sulle forature di dimensioni contenute (circa 5-6 millimetri di diametro). In confronto ai pneumatici runflat, poi, è decisamente più economico e ciò rappresenta un indubbio vantaggio. Questi sono gli elementi che rendono il ruotino di scorta il compromesso migliore fra i dispositivi da usare in seguito a una foratura, nonostante i limiti imposti quando lo si monta sull’auto (80 km/h di velocità massima). La sua affidabilità è il punto forte, insieme al fatto di non dover dipendere dal soccorso stradale (di cui non si conoscono le tempistiche e il raggio d’azione nei Paesi stranieri).

Cosa bisogna controllare prima di un viaggio in auto all’estero?

Prima della partenza, è caldamente consigliato verificare quali sono le dotazioni richieste nel Paese di destinazione e in quelli attraversati durante l’itinerario. Come abbiamo visto, ci sono strumenti obbligatori differenti in base alla nazione e la loro mancanza può essere oggetto di sanzione nell’eventualità di controlli. Detto ciò, valgono sempre le "regole" previste per ogni viaggio in auto: controllare la pressione di gonfiaggio e lo stato dei pneumatici – compreso il ruotino, qualora presente! – prima della partenza ed effettuare un check-up completo della vettura, così da essere certi di contare su un veicolo in piena efficienza prima di affrontare molti chilometri al volante.

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